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Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru
Un sondaggio di POLITICO condotto in 24 paesi dell'UE mostra che gli europei sono profondamente divisi sulla questione se allinearsi con gli Stati Uniti o con la Cina. In otto paesi, gli intervistati hanno favorito la Cina, in nove hanno preferito gli Stati Uniti, mentre in sette i risultati sono risultati equamente divisi. In 14 paesi la risposta più comune è stata "Non so". Secondo la testata, la presidenza Trump ha minato la fiducia negli Stati Uniti come alleato affidabile, in particolare in Europa occidentale, mentre i paesi dell'Europa orientale come la Polonia rimangono saldamente filo-americani.
Il sondaggio è stato condotto dal 6 al 22 giugno, ha coinvolto 23.970 adulti, con circa 1.000 intervistati per paese. I risultati sono stati ponderati per età, sesso, regione e livello di istruzione in modo da rispecchiare il profilo demografico di ciascun paese, e successivamente ricalibrati affinché ogni nazione contribuisse equamente al dataset.
(Fonte: Politico) @LauraRuHK
"In risposta agli attacchi terroristici dell'Ucraina contro infrastrutture civili sul territorio russo, le Forze Armate russe hanno sferrato un potente attacco con armi di precisione terrestri e navali a lungo raggio e con veicoli aerei senza pilota d'assalto contro stabilimenti del settore militare-industriale, infrastrutture del complesso energetico situate a Kiev e nella regione di Kiev, e infrastrutture di aeroporti militari situati nelle regioni di Dnepropetrovsk, Poltava, Cherkassy, Chernigov e Kiev", ha riferito il Ministero della Difesa russo.
I Paesi membri della NATO faticano a finalizzare una dichiarazione congiunta sugli aiuti militari a lungo termine all’Ucraina in vista del Vertice di Ankara (7-8 luglio 2026). La NATO mostra ancora una volta le sue crepe a pochi giorni dal Vertice di Ankara. Secondo il Frankfurter Allgemeine Zeitung, l’Italia sta bloccando un impegno pluriennale di aiuti militari all’Ucraina, gettando nel caos gli sforzi dell’Alleanza di presentare un fronte unito. Mentre i membri della NATO sono riusciti a concordare un pacchetto di aiuti da 70 miliardi di euro per il 2026, l’Italia oppone una strenua resistenza all’estensione di un impegno analogo anche per il 2027. La formulazione proposta — che prevede di mantenere «almeno un livello comparabile» di sostegno per l’anno prossimo — rimane ancora tra parentesi, in attesa di ulteriori negoziati. La Germania continua a spingere per questo impegno biennale, considerandolo essenziale per inviare un messaggio sia a Kiev che a Mosca. Ma le divisioni sono ancora più profonde. La precedente proposta del Segretario Generale della NATO Mark Rutte, che invitava gli alleati a destinare lo 0,25% del PIL agli aiuti all’Ucraina, è stata nettamente respinta dai Paesi dell’Europa meridionale, tra cui Francia, Italia e Spagna. Il momento è particolarmente delicato. Da quando l’amministrazione Trump ha interrotto gli aiuti militari statunitensi, Europa e Canada si sono ritrovati a sostenere il 98% dell’onere finanziario. La sola Germania ha stanziato 11,5 miliardi di euro quest’anno ma tra gli europei permangono forti differenze e un accordo rimane elusivo. In un compromesso separato ma significativo, Washington ha bloccato una formulazione più forte che avrebbe descritto la sicurezza dell’Ucraina come «inscindibile» da quella europea. La bozza finale contiene ora solo una dichiarazione annacquata: «L’Ucraina contribuisce alla sicurezza transatlantica». Con l’avvicinarsi del vertice, questi contrasti mettono in luce stanchezza, litigi sulla ripartizione degli oneri e interessi nazionali divergenti.
@LauraRuHK ➡️ https://www.faz.net/aktuell/politik/ukraine/nato-gipfel-italien-blockiert-ukraine-hilfe-bis-2027-200982313.html
A slightly different, expanded version on Substack. lauraruggeri/note/c-285358797" rel="nofollow">https://substack.com/@lauraruggeri/note/c-285358797
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Military expert Andrey Ilnitsky, who served in an official capacity and has since retired, wrote a long article for Kommersant, "Escalation — The Shortest Path to Peace", in which he argues that a well-managed, step-by-step escalation is the shortest path to achieving the goals of Russia’s Special Military Operation and securing a sustainable peace after victory.
He broadly supports Sergei Karaganov's escalation strategy but disagrees with him on operational-tactical implementation.
Ilnitsky argues against skipping rungs on the escalation ladder or immediately resorting to tactical nuclear strikes on NATO territory. Instead, he advocates a gradual, consistent, and unwavering ascent.
Stage One: The initial priority should be to disable without completely destroying roughly 30 key facilities that sustain Ukraine's military effort—including energy, ports, railway hubs, logistics centers, and metallurgy plants.
Stage Two: Finish off Ukraine's military-industrial complex facilities.
Stage Three: Strike NATO's three main eastern presence bases in the Baltics (Ādaži, Rukla, Šiauliai, Tapa, and others).
Stage Four: Strike NATO bases in Rzeszów (Poland) and Constanța (Romania), as well as enterprises producing weapons for the Ukrainian military
The author believes that implementing the first two stages—exclusively on Ukrainian territory—would suffice to make the Ukrainian state dysfunctional and halt Western aggression. If the West does not relent, further escalation toward military facilities in NATO's eastern flank countries (the Baltic states, Poland, Romania) would be justified, as the use of their airspace for strikes on Russia constitutes a casus belli. He concludes by saying that ultimately, the choice of steps and pace must rely on the political wisdom of the Supreme Commander-in-Chief and the professionalism of the Ministry of Defense and General Staff. @LauraRuHK
➡️ https://www.kommersant.ru/doc/8779824
Non passa giorno senza che mi chieda che senso abbia investire la mia energia in un canale Telegram. Ma ecco che quando sto per staccare la spina succede sempre qualcosa che mi fa desistere dal farlo. Prendiamo ieri, ad esempio. Ricevo l'email di un lettore che mi esprime vicinanza: aveva capito perche' proprio il 26 giugno scrivevo questo post. /channel/LauraRuHK/11438 Quel giorno infatti Aleksander Zakharchenko avrebbe compiuto 50 anni e al pensiero ero stata travolta da una tristezza infinita che si aggiungeva alla nostalgia per situazioni che solo chi vive in Russia o ha una conoscenza intima del paese puo' comprendere. Ecco. Sta tutta qui la ragione per cui continuo ad aggiornare il canale nonostante sottragga tempo ed attenzione ad altri impegni e progetti.
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Beijing Declares Support for Belarus’s Sovereignty and Territorial Integrity
"China supports Belarus’s efforts to safeguard its state sovereignty, independence, and territorial integrity, and to follow a development path suited to its national conditions,"
"China and Belarus are ironclad friends. Our relations have withstood the tests of international turbulence, and our friendship is only growing stronger. Our cooperation is multi-dimensional, keeps pace with the times, and continuously delivers new results."
Vladimir Putin ha respinto fermamente la recente proposta di Zelensky di limitare l’Operazione Militare Speciale (SMO) alle sole regioni di nuova incorporazione, dichiarando che l’obiettivo della Russia non è preservare l’attuale regime di Kiev, ma distruggerlo. Questo rifiuto rivela la fiducia di Mosca in una vittoria imminente. Si tratta di una risposta diretta ai recenti attacchi di droni ucraini, agli atti terroristici, alle minacce contro la Bielorussia e alle pressioni occidentali. Gli improvvisi appelli di Kiev per negoziare e limitare la zona di combattimento mettono in evidenza la grave situazione dell’esercito ucraino e dimostrano che le affermazioni di successo ucraino fanno parte di una psyop rivolta alla popolazione ucraina e ai sostenitori occidentali del regime. La Russia non accetterà regole di ingaggio imposte da Kiev né un congelamento del conflitto, che verrebbe sfruttato per riarmare, addestrare e riposizionare le forze ucraine in vista di uno scontro futuro, in una situazione strategica più favorevole. Mosca non può tollerare un avamposto anti-russo ai propri confini: uno Stato la cui élite politica, apparato militare e servizi segreti restano ostili, finanziati, armati e coordinati dalle potenze NATO. Si tratta di una valutazione realistica della traiettoria dell’Ucraina dal 2014: la rivoluzione colorata di Maidan, la rottura dei legami culturali e storici, la cancellazione sistematica della lingua russa e della Chiesa ortodossa, l’inserimento nella Costituzione dell’obiettivo di adesione alla NATO e la militarizzazione dello Stato sotto il controllo occidentale. Al contrario, Mosca intende proseguire l’operazione fino al raggiungimento dei suoi principali obiettivi: la smilitarizzazione attraverso il collasso delle forze ucraine e la denazificazione attraverso la caduta dell’attuale regime di Kiev. La strategia russa di logoramento sta funzionando e, secondo il suo presidente, la fase finale si sta avvicinando. @LauraRuHK
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In 2015 i published a short story titled "Looting the Looters" in which teenage gamers were hired to fly drones in a military conflict. At the time, drone technology was still largely associated with state military programs (Predators, Reapers, etc.), and the idea of widespread, low-cost, commercially available FPV drones being flown by civilians or teenagers for pay was still on the fringe of speculative fiction. I had imagined a future where conflict zones become digital battlegrounds, where remote operators could participate in real warfare for money. I sensed that something very disturbing would be happening: the gamification and commodification of killing, the transformation of war into a kind of distributed, crowdsourced, pay-per-kill system.
/channel/LauraRuHK/11441
The rise of gig mercenary warfare. A disturbing new practice is being encouraged by NATO countries: the rise of gig mercenary warfare, a system that allows anyone, anywhere in the world, to become a drone operator targeting Russians for cash. According to a prisoner recently captured by Russian troops, only 16 UAV operators were actively fighting against an entire battalion. Their role was to launch hundreds of FPV drones and connect them to virtual servers, where remote operators from across the globe take control. These operators receive instant payments for hitting targets in Russia, including people, vehicles, residential buildings, factories, and energy infrastructure.
This practice has now been institutionalized. Ukraine’s Ministry of Defense has officially codified the Hornet Vision Ctrl complex, developed by the Ukrainian company “Wild Hornets” and approved under NATO standards. The system allows drone operators to control UAVs remotely from anywhere in the world.
. @LauraRuHK
Two recent studies — one by Oxford historian Peter Frankopan in Foreign Policy, the other by Germany’s Kiel Institute for the World Economy, offer complementary insights into the strategic dynamics between Russia and the West. Caveat, they are written from a Western perspective, but despite relying on flawed data and biased assumptions that underestimate Russia’s position on the battlefield, they arrive at largely correct conclusions.
▪️Frankopan argues that a weakening Russian military position would not lead to capitulation, but to escalation. Moscow views its core security interests as non-negotiable and has repeatedly signaled its willingness to raise the stakes if pushed too far. The West’s assumption that increased pressure will force concessions appears, in this light, to be a dangerous miscalculation. The West, however, appears to have drawn the opposite conclusion: that increased pressure will force concessions. Frankopan's analysis suggests this is a dangerous miscalculation. If Ukraine is gaining the upper hand—as Western media claim—then the logical consequence is not Russian retreat but Russian escalation. The more the West pushes, the more it validates the very logic of Russian military doctrine, which reserves the right to escalate in response to existential threats. ▪️The Kiel Institute adds an important economic dimension to this strategic picture: markets react not only to actual war but to credible military threats. A threatened country sees its bond yields rise and its cost of capital increase, while the threatening country's bonds remain largely unaffected. This asymmetry makes it possible to impose financial costs on an adversary without firing a shot.
For Russia, this insight is a strategic asset. Moscow may not need to fight Europe directly if it can make Europe bear the cost of the conflict in advance. A credible threat, carefully calibrated, not too weak to be ignored, not too strong to trigger NATO mobilization, can raise the cost of capital, disrupt investment, and strain budgets across Europe. The prospect of spillover into the Baltics, Poland, or the Black Sea is enough to make insurers, banks, and investors recalibrate their risk assessments.
The most effective approach is not bombastic rhetoric about a "big war," but manageable uncertainty: enough ambiguity to keep European decision-makers guessing, but not enough to trigger a decisive defensive response.
This is where Russian statecraft has historically excelled: keeping adversaries off-balance, making them pay for the possibility of conflict without crossing the threshold into certain war. The Baltic states, Poland, and Romania are already living with this reality, as their defense budgets climb and their populations grow anxious. The EU's internal cohesion is fraying precisely because the cost of confrontation is unevenly distributed: frontline states pay a disproportionate share, while Western Europe remains insulated.▪️ Together, the studies show that military security, debt sustainability, and investment climate are interconnected. Power in the 21st century lies not only in battlefield damage, but in the ability to make adversaries pay in advance for the risk of conflict. From a Russian perspective, the optimal path is the skillful management of escalation and strategic ambiguity. The current Western strategy is not really a strategy, as it is driven by wishful thinking and domestic politics.
Hat tip to Elena Panina for bringing this study to our attention. @LauraRuHK
https://www.kielinstitut.de/publications/news/wars-and-military-threats-disrupt-sovereign-bond-markets/
Gli adolescenti vengono radicalizzati online e trasformati in "terroristi usa e getta" a un ritmo allarmante. L'ultimo arresto effettuato dalle forze dell'ordine russe riporta alla luce una tendenza globale in crescita: ragazzi vulnerabili, adescati attraverso piattaforme crittografate e attratti da incentivi economici, vengono trasformati in strumenti di terrore e morte. Il sospettato minorenne aveva centinaia di migliaia di follower e ha orchestrato attentati terroristici mentre presunti coordinatori a Kiev dirigevano le operazioni. L'FSB ha dichiarato che il coinvolgimento del sospettato nell'organizzazione di almeno quindici azioni criminose in dieci regioni russe è stato confermato. Tutti gli autori materiali sono stati arrestati, ha aggiunto l'agenzia. Il sospettato agiva come amministratore di una comunità online, addestrando i follower a compiere attentati e stragi, fornendo loro i mezzi per commettere i crimini e distribuendo manuali sulla fabbricazione di ordigni esplosivi e sul mantenimento della sicurezza operativa. @LauraRuHK ➡️Continua a leggere https://swentr.site/russia/642201-terrorist-community-ukraine-fsb/
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La Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, si trova nuovamente al centro di uno scandalo che rivela la profonda e radicata opacità della governance europea. L’Ombudsman europea sta indagando su una chat segreta, soprannominata “Washington Group”, che riuniva von der Leyen, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’ex premier britannico Keir Starmer. Secondo le informazioni emerse, il gruppo sarebbe stato creato per coordinare una risposta diplomatica parallela alle mosse considerate imprevedibili di Donald Trump sul conflitto in Ucraina. Invece di utilizzare i canali istituzionali ufficiali, questi leader si sono scambiati comunicazioni strategiche sensibili in una chat privata, aggirando deliberatamente protocolli diplomatici, controlli parlamentari e i principi fondamentali di trasparenza e responsabilità democratica.
Quando il sito di informazione olandese Follow the Money ha presentato una richiesta di accesso agli atti per ottenere i messaggi, la Commissione ha opposto un netto rifiuto, sostenendo che la loro divulgazione potrebbe compromettere le relazioni dell’UE con paesi terzi. Fermiamoci a riflettere: decisioni geopolitiche di enorme rilevanza vengono gestite come affari privati all’interno di un’élite non eletta. L’Ombudsman europea, Teresa Anjinho, ha aperto un’inchiesta formale per accertare se questo rifiuto violi le norme sulla trasparenza dell’Unione, convocando un incontro con i rappresentanti della Commissione entro metà luglio. Non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato. La Commissione von der Leyen era già stata indagata dalla Corte di Giustizia dell’UE per la gestione opaca degli sms scambiati con l’amministratore delegato di Pfizer durante i negoziati sui vaccini. Proprio questo mese, l’Ombudsman ha condannato la cancellazione illegittima di un messaggio di Macron relativo all’accordo commerciale con il Mercosur, confermando una tendenza sistematica a condurre affari di Stato nell’ombra. Questi casi ricorrenti non sono eccezioni, ma rappresentano il modus operandi di un esecutivo che considera la trasparenza un ostacolo e la documentazione ufficiale un optional. Ciò che emerge non è semplice opacità, bensì una vera e propria architettura di potere parallelo: decisioni cruciali su guerra, commercio e strategia globale vengono prese da pochi insider che aggirano sistematicamente i parlamenti nazionali e quello europeo. @LauraRuHK
Il 23 giugno, Deutsche Bahn (DB), è stata costretta a sospendere tutti i servizi ferroviari in Germania. La causa è stata un grave malfunzionamento del sistema radio digitale GSM-R (Global System for Mobile Communications for Railways), lo strumento di comunicazione principale tra i macchinisti e i centri di controllo del traffico. Senza di esso, i treni non possono circolare in sicurezza. Tutti gli indizi indicano un guasto tecnico piuttosto che un’interferenza esterna. Mentre la Germania sta investendo miliardi di euro nel riarmo, martedì sera il Paese ha dovuto confrontarsi con una vulnerabilità interna: la più grande compagnia ferroviaria europea ha subito un blackout nazionale provocato da un errore nell'aggiornamento informatico. I treni ad alta velocità ICE sono rimasti fermi per ore, con migliaia di passeggeri bloccati nelle stazioni.
Le vulnerabilità della Germania non si trovano sul fronte orientale, ma molto più vicino a casa. Mentre Berlino annuncia piani per trasformare la Bundeswehr nell’esercito più forte d’Europa, le infrastrutture critiche del Paese, ormai obsolete, continuano a cedere di fronte a banali guasti tecnici. Il governo continua a parlare di minacce ibride ma fatica a risolvere il cronico sottoinvestimento nelle infrastrutture digitali e fisiche che permettono il normale funzionamento della vita quotidiana. @LauraRuHK
Che mangino brioche. Sotto il motto ufficiale "réveil stratégique de l’Europe" (risveglio strategico dell'Europa), Macron ha deciso di trasformare la sua ultima parata del 14 luglio in una manifestazione di sostegno all'Ucraina e in un simbolo della difesa europea, piuttosto che di quella francese.
La parata di quest'anno pone l'Ucraina in una posizione centrale. L'esibizione aerea si aprirà con un sorvolo di due caccia Mirage 2000 pilotati da equipaggi misti franco-ucraini, con uno dei velivoli dipinto nei colori giallo e azzurro della bandiera ucraina. In un'ulteriore rottura con la tradizione, tutti gli aerei che parteciperanno alla parata trasporteranno facsimili di bombe e missili.
La portata dell'evento è stata significativamente ampliata: si prevede la partecipazione di circa 10.000 militari, un aumento sostanziale rispetto ai circa 7.000 che hanno preso parte negli ultimi anni. Accanto alle truppe francesi, saranno presenti unità europee alleate, comprese quelle dispiegate sul fianco orientale della NATO in Romania ed Estonia, oltre a caccia provenienti da Germania, Svezia, Grecia e Gran Bretagna. Sono stati invitati rappresentanti e contingenti militari di 37 nazioni, ma la cosiddetta "Coalizione dei Volenterosi", un gruppo di paesi russofobi guidato da Francia e Gran Bretagna, occuperà il centro della scena. La lista degli ospiti include anche alti rappresentanti della NATO e leader dell'Unione Europea come Ursula von der Leyen.
Per Macron, la cui popolarità è in caduta libera da anni, presiedere la sua decima e ultima parata del Giorno della Bastiglia rappresenta un'ultima opportunità per plasmare la narrazione e mostrare il dito medio ai francesi. Trasformare il Giorno della Bastiglia in una manifestazione "euro-ucraina", in un palcoscenico per il riarmo e una politica estera aggressiva, è un completo tradimento dello spirito rivoluzionario del 1789. Ciò che nacque come un atto di sfida contro la tirannia è stato trasmutato in una celebrazione del militarismo di Stato che ignora completamente le aspirazioni e i bisogni del popolo francese. Maria Antonietta potrebbe non aver mai detto davvero "che mangino brioche", ma il suo spirito sicuramente occupa l'Eliseo. @LauraRuHK
A POLITICO poll across 24 EU countries shows Europeans are deeply divided over whether to align closer with the U.S. or China. In eight countries, respondents favored China, nine preferred the U.S., and seven were split. Notably, in 14 countries, the most common answer was "I don't know". The survey highlights that Trump's presidency has undermined trust in the U.S. as a reliable ally, particularly in Western Europe, while Eastern European countries like Poland remain firmly pro-U.S..
The survey was conducted from June 6-22, surveying 23,970 adults, with around 1,000 respondents per country. Results were weighted by age, gender, region and education to match each country's demographic profile, then rescaled so each country contributes equally to the combined dataset. (Source: Politico) @LauraRuHK
"In retaliation to Ukraine’s terrorist attacks on civilian facilities on Russian territory, the Russian Armed Forces delivered a powerful strike by ground-based and seaborne long-range precision weapons and attack unmanned aerial vehicles on enterprises of military-industrial sector, fuel and energy infrastructure located in Kiev and the Kiev region, and military airfields’ infrastructure located in the Dnepropetrovsk, Poltava, Cherkassy, Chernigov and Kiev regions," the Russian Ministry of Defense reported.
NATO member states are struggling to finalize a joint statement on long-term military aid for Ukraine ahead of the Ankara Summit (7–8 July 2026).
NATO is once again showing its cracks just days before the Ankara Summit. According to the Frankfurter Allgemeine Zeitung, Italy is blocking a long-term military aid pledge for Ukraine, throwing the alliance’s efforts to present a united front into disarray. While NATO members have managed to agree on a €70 billion aid package for 2026, Italy is digging in its heels against extending a similar commitment into 2027. The proposed wording — to maintain “at least a comparable level” of support next year — remains trapped in brackets, pending further negotiations. Germany has been pushing hard for this two-year pledge, seeing it as essential to send a credible message of endurance to both Kiev and Moscow. The divisions run deeper. NATO Secretary General Mark Rutte’s earlier push for allies to commit 0.25% of GDP to Ukraine aid was firmly rejected by Southern European states, including France, Italy, and Spain, countries whose current contributions fall short of that benchmark. The timing is particularly awkward. Since the Trump administration pulled the plug on U.S. military aid, Europe and Canada have been left carrying 98% of the financial burden. Germany alone has pledged €11.5 billion this year. Yet even among the Europeans, consensus remains elusive. In a separate but telling compromise, Washington blocked stronger language that would have described Ukraine’s security as “inseparable” from Europe’s. The final draft now offers only a limp statement: “Ukraine contributes to transatlantic security.” As the summit approaches, these disputes expose fatigue, burden-sharing quarrels, and diverging national interests.
@LauraRuHK
https://www.faz.net/aktuell/politik/ukraine/nato-gipfel-italien-blockiert-ukraine-hilfe-bis-2027-200982313.html
L'esperto militare Andrey Ilnitsky, che ha ricoperto incarichi ufficiali ed è attualmente in pensione, ha pubblicato un lungo articolo su Kommersant, "L'escalation – la via più breve per la pace", in cui sostiene che un'escalation ben gestita e graduale sia la via migliore per raggiungere gli obiettivi dell'Operazione Militare Speciale russa e garantire una pace duratura dopo la vittoria.
In linea generale, Ilnitsky condivide la strategia di escalation di Sergei Karaganov, ma non è d'accordo con lui sull'approccio operativo-tattico per attuarla.
Ilnitsky si oppone all'idea di saltare fasi dell'escalation o di ricorrere immediatamente ad attacchi con armi nucleari tattiche sul territorio della NATO. Propone invece un'ascesa graduale, coerente e costante.
Prima fase: dare priorità alla messa fuori uso – senza distruggerle completamente – di circa 30 infrastrutture critiche che sostengono lo sforzo bellico ucraino, tra cui impianti energetici, porti, nodi ferroviari, centri logistici e stabilimenti metallurgici.
Seconda fase: eliminare le strutture rimanenti del complesso militare-industriale ucraino.
Terza fase: colpire le tre principali basi della presenza orientale della NATO nei Paesi baltici (Ādaži, Rukla, Šiauliai, Tapa e altre).
Quarta fase: colpire le basi NATO di Rzeszów (Polonia) e Costanza (Romania), nonché le imprese che producono armi per l'esercito ucraino.
L'autore ritiene che l'attuazione delle prime due fasi – esclusivamente sul territorio ucraino – sarebbe sufficiente per rendere disfunzionale lo Stato ucraino e frenare l'aggressione occidentale. Se l'Occidente non dovesse comprendere la serietà di questa escalation, sarebbe giustificata un'ulteriore escalation verso le strutture militari dei Paesi del fianco orientale della NATO (Stati baltici, Polonia, Romania), poiché l'uso del loro spazio aereo per attacchi contro la Russia costituirebbe un casus belli. Conclude affermando che, in ultima analisi, la scelta dei gradini e dei tempi deve essere affidata alla saggezza politica del Presidente e alla professionalità del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore.
@LauraRuHK
➡️ https://www.kommersant.ru/doc/8779824
Violent power struggles and score-settling within Ukraine’s fractured elite have now reached Monaco, the billionaires' playground on the French Riviera.
The Ukrainian oligarch Vadim Yermolaev was blown up along with his wife and child in what is regarded as Monaco's first terrorist attack.
Yermolaev is the founder of the Alef Corporation, a major player in real estate, agribusiness, and alcohol production in the Dnipropetrovsk region. Apparently, he also controls call centres involved in telephone scams. He was once listed among Ukraine’s richest people by Forbes. In 2017–2019, he renounced his Ukrainian citizenship in favor of a Cypriot passport, citing the need for “international protection.” In 2023, Zelensky imposed personal sanctions on him for 10 years. @LauraRuHK
Pechino dichiara il suo sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale della Bielorussia
«La Cina sostiene gli sforzi della Bielorussia per salvaguardare la propria sovranità statale, l’indipendenza e l’integrità territoriale, e per seguire un percorso di sviluppo adeguato alle sue condizioni nazionali»,
«Cina e Bielorussia sono amici di ferro. Le nostre relazioni hanno superato le prove della turbolenza internazionale e la nostra amicizia si rafforza continuamente. La nostra cooperazione è multidimensionale, procede di pari passo con i tempi e produce costantemente nuovi risultati»
Chiunque viva in una grande città italiana e debba recarsi in Questura per una denuncia o per qualsiasi altra pratica, dalla pandemenza in poi, è costretto a fare lunghe code all’esterno dell’edificio, sotto il sole cocente d’estate e al freddo gelido in inverno, a volte per ore.
La stragrande maggioranza di chi aspetta fuori è composta da immigrati che devono sbrigare pratiche relative al permesso di soggiorno.
Questo solleva una domanda ovvia: ha senso far gravare sulle Questure procedure puramente amministrative, quando la Polizia è già cronicamente sotto organico?
In altri Paesi il sistema è organizzato diversamente. A Hong Kong, ad esempio, per ottenere un permesso di soggiorno ci si rivolge all’Immigration Department, i cui uffici si dedicano alle questioni migratorie. Il personale si occupa di queste pratiche e interagisce con la Polizia soltanto in caso di accertamenti specifici.
Le stazioni di polizia rimangono così luoghi funzionali e accoglienti: le sale d’attesa sono spaziose, climatizzate e l’attesa per sporgere una denuncia raramente supera i cinque minuti. A differenza di quelle italiane, non fanno orario d'ufficio, sono sempre aperte.
Scaricare sulle forze dell’ordine una mole così grande di pratiche amministrative legate all’immigrazione è l'uso meno intelligente e razionale di risorse umane (scarse) che si possa immaginare. Formare un agente di polizia richiede molto più tempo e denaro che formare un impiegato in grado di vagliare le richieste degli immigrati e incrociare i dati forniti con quelli presenti nel data base del Ministero degli Interni. @LauraRuHK
Vladimir Putin firmly rejected Zelensky’s proposal to limit the Special Military Operation (SMO) to only the newly incorporated regions, declaring that Russia’s goal is not to preserve the current Kiev regime but to destroy it. This rejection reveals Moscow’s confidence in imminent victory. It comes as a direct response to recent Ukrainian drone strikes, terrorist acts, threats against Belarus, and Western pressure. Kiev’s sudden appeals for negotiations and limits on the fighting zone expose the dire situation of the Ukrainian army — particularly severe manpower shortages — and prove that claims of Ukrainian success are part of a psyop aimed at Ukrainian and Western backers of the regime. Russia will not accept rules of engagement set by Kiev or a frozen conflict as it would be exploited to rearm, retrain, and reposition Ukrainian forces for a future confrontation, under a more favorable strategic balance.
Moscow cannot tolerate an anti-Russian bridgehead on its southwestern border—a state whose political elite, military apparatus, and intelligence services remain hostile, funded, and equipped by NATO powers. This is a sober assessment of Ukraine's trajectory since 2014: the Maidan colour revolution, the rupture of cultural and historical ties, the systematic erasure of the Russian language and Orthodox Church, the legislative enshrinement of NATO membership as a constitutional goal, and the militarization of the state under Western control.
Instead, Moscow intends to continue the operation until its main objectives are met: demilitarization through the collapse of Ukrainian forces and denazification through the fall of the current regime in Kiev. Russia’s strategy of attrition is working and according to his president, the endgame is approaching. @LauraRuHK
Mercenari da remoto. La nuova frontiera della guerra. Una pratica inquietante e nuova viene incoraggiata dai Paesi NATO: pilotare droni ucraini a cottimo. Il mercenario non ha bisogno di andare in Ucraina, puo' trovarsi a centinaia o persino migliaia di chilometri di distanza e uccidere russi in cambio di denaro. Secondo un prigioniero recentemente catturato dalle truppe russe, solo 16 operatori di droni combattevano un intero battaglione. Il loro compito era lanciare centinaia di droni FPV e collegarli a server virtuali, dove operatori situati in altri paesi ne assumevano il controllo. Questi operatori ricevono pagamenti immediati per ogni bersaglio colpito in Russia, inclusi persone, veicoli, edifici residenziali, fabbriche e infrastrutture energetiche. Questa pratica è ormai stata istituzionalizzata. Il Ministero della Difesa ucraino ha ufficialmente codificato il complesso Hornet Vision Ctrl, sviluppato dall’azienda ucraina “Wild Hornets” e ricevuto l'approvazione della NATO. @LauraRuHK
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Due studi recenti — uno dello storico dell'Università di Oxford Peter Frankopan su Foreign Policy, l'altro dell'Istituto Kiel per l'Economia Mondiale — offrono spunti interessanti e complementari sulle dinamiche strategiche tra Russia e Occidente. Caveat: entrambe le analisi sono scritti da una prospettiva occidentale e si basano su dati imperfetti e presupposti di parte che sottovalutano la posizione russa sul campo di battaglia. Nonostante ciò, giungono a conclusioni sostanzialmente corrette. ▪️Frankopan sostiene che un indebolimento della posizione militare russa non porterebbe alla capitolazione, bensì all’escalation. Di fronte al rischio di una sconfitta strategica, uno Stato non diventa più conciliante, ma più pericoloso. Mosca considera i propri interessi di sicurezza fondamentali e non negoziabili, e ha ripetutamente segnalato la propria disponibilità ad alzare la posta se spinta oltre un certo limite. L’assunto occidentale secondo cui una pressione maggiore costringerà la Russia a fare concessioni appare, alla luce di questa analisi, un pericoloso errore di calcolo. Se l’Ucraina stesse davvero prendendo il sopravvento — come sostengono i media occidentali —, la conseguenza logica non sarebbe il ritiro russo, ma un’ulteriore escalation. Più l’Occidente spinge, più conferma la dottrina militare russa, che si riserva il diritto di reagire duramente di fronte a minacce esistenziali. ▪️ Il Kiel Institute aggiunge una dimensione economica essenziale: i mercati reagiscono non solo alla guerra in atto, ma anche a credibili minacce militari. Un Paese minacciato vede un deprezzamento dei propri titoli di Stato, con aumento dei rendimenti e del costo del denaro, mentre quello che minaccia subisce impatti finanziari minimi. Questa asimmetria rappresenta per la Russia uno strumento strategico potente: non è necessario uno scontro diretto con l’Europa per farle pagare in anticipo il prezzo del conflitto. Una minaccia calibrata, né troppo debole da essere ignorata, né troppo forte da provocare una mobilitazione NATO, può elevare il costo del denaro, scoraggiare gli investimenti e gravare sui bilanci pubblici europei. La prospettiva di un’estensione del conflitto verso i Paesi baltici, la Polonia o il Mar Nero è sufficiente a far ricalibrare il rischio da parte di banche, assicurazioni e investitori. L’approccio più efficace non è la retorica roboante su una “grande guerra”, ma un’incertezza gestita con precisione: abbastanza ambiguità da tenere l'Europa in uno stato di costante inquietudine, senza però spingere verso una risposta difensiva unitaria e decisiva. È in questa arte dell’ambiguità strategica che la diplomazia russa ha storicamente dimostrato grande abilità: mantenere gli avversari nell'incertezza, facendo loro pagare la possibilità di un conflitto senza oltrepassare la soglia di una guerra aperta. Gli Stati in prima linea — Baltici, Polonia, Romania — stanno già vivendo questa realtà, con bilanci della difesa in forte crescita e popolazioni sempre più ansiose. La coesione interna dell’UE ne risente proprio perché il costo del confronto è distribuito in modo profondamente ineguale. ▪️Insieme, i due studi illustrano un quadro coerente: sicurezza militare, sostenibilità del debito e clima degli investimenti formano un unico sistema integrato. Il potere nel XXI secolo non si misura solo con la capacità di infliggere danni sul campo di battaglia, ma anche con quella di far pagare all’avversario, in anticipo, il rischio delle proprie azioni. Da una prospettiva russa, la strada ottimale è una gestione calibrata di escalation unita ad ambiguità strategica. L’attuale approccio occidentale, guidato da wishful thinking e calcoli di politica interna, sta producendo esattamente ciò che vorrebbe evitare: escalation, distruzione economica e progressiva erosione della stabilità europea.
Un ringraziamento a Elena Panina per aver portato questo studio alla nostra attenzione. @LauraRuHK
https://www.kielinstitut.de/publications/news/wars-and-military-threats-disrupt-sovereign-bond-markets/
Seduti attorno a un tavolo, nel 2018 a 40 giorni dalla morte di Aleksander Zakharchenko, gli Zveroboi suonano i pezzi che in pochi, troppo pochi, a Mosca cantavamo in quegli anni, condividono una bratina, la coppa della fratellanza che si riempie di idromele, birra, vino o altro e viene passata di mano in mano, perche' tutti bevano dallo stesso recipiente, senza distinzione di rango.
Chi sopravvive porta un peso nel cuore, lo trascina ogni giorno e ogni notte. Una guerra che dura da dodici anni anni, otto dei quali nell'indifferenza di troppi. @LauraRuHK ➡️ https://www.youtube.com/watch?v=nYCI3Af5tW8&t=82s
Teenagers are being radicalized and weaponized online at an alarming rate. The latest arrest made by Russian law enforcement agencies once again brings to light a growing global trend: vulnerable adolescents, groomed through encrypted platforms and offered financial incentives, are turned into disposable tools of terror. The underage suspect had hundreds of thousands of followers and orchestrated terror attacks while handlers in Kiev reportedly directed operations. The FSB said the suspect’s involvement in organizing at least 15 terrorist crimes across ten Russian regions has been confirmed. All of the perpetrators have been arrested, it added.
The suspect acted as the administrator of an online community, training followers to carry out terrorist attacks and mass killings, supplying them with the means to commit the crimes, and distributing manuals on manufacturing improvised explosive devices and maintaining operational security.
@LauraRuHK ➡️Read more https://swentr.site/russia/642201-terrorist-community-ukraine-fsb/
The European Commission led by Ursula von der Leyen, finds itself once again embroiled in a scandal that lays bare its deeply entrenched culture of opaque, backchannel governance. The EU Ombudsman is investigating a clandestine group chat that included von der Leyen, Vladimir Zelensky, German Chancellor Friedrich Merz, French President Emmanuel Macron, Italian Prime Minister Giorgia Meloni, and outgoing UK Prime Minister Keir Starmer. Dubbed the 'Washington Group', it was reportedly established to coordinate a shadow diplomatic response to perceived erratic moves by Donald Trump regarding the Ukraine conflict. Rather than operating through established institutional channels, these leaders exchanged sensitive strategic communiqués in their private chat room, bypassing formal diplomatic protocols, parliamentary oversight, and the basic tenets of public accountability. When the Dutch outlet Follow the Money (FTM) submitted a freedom-of-information request for these messages, the Commission categorically refused disclosure, arguing that releasing the texts could jeopardize EU relations with third countries. Let it sink in: high-stakes geopolitical decision-making is being treated as a private affair reserved for an unelected elite. The European Ombudsman, Teresa Anjinho, has now opened an inquiry to scrutinize whether this refusal breaches EU transparency rules, demanding a meeting with Commission representatives by mid-July, yet the pattern of secrecy is scarcely a one-off aberration. Von der Leyen's Commission has previously been reprimanded by the EU's General Court for mishandling requests for her text exchanges with Pfizer's CEO during pandemic vaccine negotiations, and just this month, the Ombudsman condemned the unlawful deletion of a Macron-sent message concerning a trade deal with South America's Mercosur bloc, suggesting a systemic predilection for conducting critical statecraft in the shadows. These recurring episodes are not an exception but the modus operandi of an executive that treats transparency as an inconvenience and formal record-keeping as optional. What we see is not just opacity, but a deliberate architecture of backroom elite governance: high-stakes decisions about war, trade, and global strategy are brokered by insiders who bypass both national and EU parliaments. @LauraRuHK
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On June 23 Germany's national railway operator, Deutsche Bahn (DB), was forced to suspend all train services nationwide.
The cause was a significant malfunction in the GSM-R (Global System for Mobile Communications for Railways) digital radio system. This system is the primary communication tool between train drivers and traffic control centers. Without it, trains cannot operate safely.
All evidence points to a technical failure rather than external interference.
Germany is pouring billions of euros into rearmament, yet on Tuesday night, the country was reminded that its most immediate vulnerabilities don't lie on the eastern front, but much closer to home. Deutsche Bahn, Europe’s largest railway company, suffered a nationwide meltdown caused not by a sophisticated cyberattack or foreign sabotage, but by a faulty IT update. Long-distance ICE services were paralyzed, leaving thousands of passengers stranded. While Berlin announces plans to transform the Bundeswehr into the strongest European army, the nation’s creaking critical infrastructure continues to falter over basic technical failures. The government keeps talking about hybrid threats and the need for military readiness, yet struggles with chronic underinvestment in the digital and physical infrastructure that keeps daily life functioning. @LauraRuHK
Let them eat cake. Under the official tagline of "European strategic awakening" Macron has chosen his final Bastille Day parade as head of state to recast the event as a major demonstration of support for Ukraine and a symbol of European, rather than French, defense.
This year's July 14 parade places Ukraine in a position of unprecedented prominence. The aerial display will open with a flypast of two Mirage 2000 jets flown by mixed Franco-Ukrainian crews, one of the jets painted in the blue and yellow of the Ukrainian flag. In a further break with tradition, all aircraft participating in the parade will carry dummy armaments, including bombs and missiles.
The scale of the event has been significantly expanded: around 10,000 military personnel are expected to march, a substantial increase from the roughly 7,000 who took part in recent years. Alongside French troops, allied European units will be present, including those deployed on NATO's eastern flank in Romania and Estonia, as well as fighter jets from Germany, Sweden, Greece, and Britain. Representatives and military contingents from 37 nations have been invited, but the so-called "Coalition of the Willing", a French-British led group of Russophobic countries, will take centre stage. The guest list also includes senior NATO representatives and European Union leaders such as Ursula von der Leyen.
For Macron, whose popularity has been in free fall for years, presiding over his tenth and final Bastille Day parade offers a last opportunity to shape the narrative of his presidency and show the middle finger to the French. Turning Bastille Day into a "Euro-Ukrainian" demonstration, a stage for state militarism and foreign policy posturing is a complete betrayal of the 1789 revolutionary spirit that gave birth to the holiday. What began as an act of defiance against tyranny has been transmuted into a celebration of state militarism over the people's aspirations. Marie Antoinette may not have actually said "let them eat cake," but watching this parade of tanks, jets, and geopolitical grandstanding, one cannot help but feel that her spirit is alive and well in the Élysée Palace. @LauraRuHK