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Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru
Un'analisi recente del South China Morning Post avverte che la comprensione della Cina da parte di Washington sta diminuendo proprio nel momento in cui sarebbe più che mai necessaria. Mentre gli studiosi della generazione precedente hanno costruito le loro carriere sull'esperienza diretta e su una genuina curiosità intellettuale verso la società cinese, gli analisti più giovani tendono a guardare al Paese attraverso la lente della competizione strategica e l'astrazione dei dati, piuttosto che attraverso quella delle sfumature culturali e storiche.
Il pericolo, come ha osservato un analista, è una "scarsità di competenze consolidate sulla Cina entro un decennio".
La tendenza è ben nota a chiunque abbia osservato il crollo delle competenze occidentali sulla Russia. Dopo la caduta dell'Unione Sovietica, i finanziamenti per lo studio della lingua, storia e cultura russa sono evaporati. Una generazione di studiosi è andata in pensione senza adeguati successori. Oggi, il settore è dominato da una generazione più giovane che vede la Russia attraverso una lente ideologica semplicistica e deformante.
Di conseguenza, i dibattiti politici su Cina e Russia sono sempre più plasmati non da analisi empiriche, ma da illusioni, caricaturizzazione, da voci dell'opposizione in esilio e da un'ideologia anti-russa che lascia poco spazio a sfumature o a una comprensione autentica.
Sta emergendo una generazione di analisti che vede solo rivali e minacce, senza il contesto storico, culturale o umano necessario per affrontare la complessità e interagire in modo saggio.
Quando gli unici strumenti disponibili sono il sospetto e l'ideologia, il rischio di errori di valutazione cresce. E in un'epoca di competizione tra grandi potenze, questo è chiaramente un pericolo. @LauraRuHK ➡️https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/3361097/fewer-opportunities-less-passion-no-clue-how-us-china-expertise-fading?module=series_us_at_250&pgtype=homepage
In Italia immigrati e italiani si scontrano con gli stessi problemi, ma a qualcuno conviene che si scontrino tra di loro. Vedi l'ultimo caso di disagio mentale fatto gestire alle forze dell'ordine che ovviamente non hanno le competenze necessarie per capire se un uomo fuori controllo che viene percepito dai residenti come una minaccia soffre di una crisi psicotica, se è sotto l'influenza di stupefacenti, se è un pericoloso delinquente o tutte e tre le cose. Purtroppo le gravi carenze del servizio sanitario si trasformano spesso in problemi di ordine pubblico, o peggio, in tragedie. Se l'uomo fosse stato italiano invece che marocchino, pensate forse che l'esito sarebbe stato diverso? L'emarginazione sociale non colpisce solo gli immigrati ed è in forte crescita nel Paese. Secondo l'OCSE, l'Italia ha registrato il calo più significativo dei salari reali tra tutte le principali economie del G7 e dell'OCSE. A inizio 2025, i salari reali erano ancora inferiori del 7,5% rispetto ai livelli di inizio 2021. A settembre 2025, il dato peggiorava ulteriormente, attestandosi a -8,8% rispetto a gennaio 2021.
Nel 2023, il salario medio mensile lordo in Italia (circa 2.729 euro) era già di 429 euro inferiore alla media europea (3.155 euro). In questo quadro di difficoltà economica, l'Italia ha visto crescere la sua popolazione immigrata. Nel 2025, gli immigrati in Italia hanno superato i 6,4 milioni di persone, pari a circa il 10% della popolazione totale. In 20 anni (2002-2023), l'Italia ha registrato oltre 7,8 milioni di arrivi e 2,37 milioni di partenze. Tuttavia, la crescita nell'ultimo decennio è stata solo del 13%, molto meno che in Germania, Spagna o Francia. Un dato significativo è che la migrazione per motivi familiari ha rappresentato circa la metà degli ingressi permanenti tra il 2013 e il 2023, una quota superiore a quella di tutti gli altri paesi europei. L'Italia si distingue anche per avere la popolazione straniera meno istruita d'Europa. La quota di immigrati in possesso di un titolo di studio terziario (laurea o post-laurea) è estremamente bassa. Secondo un articolo del Sole 24 Ore solo l'11,7% ha un titolo universitario. Questo dato è in forte controtendenza rispetto alla media dell'Unione Europea, che si attesta al 28%. L'Italia si posiziona al penultimo posto, davanti solo alla Grecia dove l'8,3% degli immigrati ha un titolo universitario. Se i salari sono bassi, non stupisce che l'Italia faccia fatica ad attrarre immigrati con un livello di istruzione alto e che anche i giovani italiani siano costretti ad emigrare per tirare a campare. Ma per alcuni il problema del Paese sarebbe il razzismo. @LauraRuHK
The integration of Ukraine into NATO's military framework has progressed to the point where the country now functions as a de facto member of the alliance. Ukraine is increasingly viewed as NATO's real-world laboratory for AI warfare, drones, and modern military operations. This deep integration has made Ukraine a testing ground where Western weapons and military technology are refined in actual combat conditions.
Palantir's profits from the war in Ukraine
Palantir Technologies has become one of the primary beneficiaries of the Ukraine conflict, with its profits skyrocketing as it positions itself as the indispensable AI arsenal of the West. Founded in 2003 with funding from the CIA's venture capital arm, In-Q-Tel, Palantir spent two decades operating in the shadows of the intelligence community. Then the AI revolution pushed Palantir to the forefront of American military strategy. The company's financial growth has been staggering: in the first quarter of 2026, Palantir reported $871 million in net profits globally, more than four times the figure from the same period the previous year. Its US government revenues grew 104 percent year-over-year in Q1 2026, and total revenues increased 85 percent.
Palantir has secured a series of massive contracts with the US Department of Defense that have cemented its position as the core nervous system of the American military.
In August 2025 the US Army awarded Palantir a ten-year deal worth up to $10 billion, consolidating 75 smaller contracts into a single stream and effectively making Palantir the default software vendor for the Army's digital infrastructure, data integration and analytics.
The company's market valuation has soared to over $300 billion, making it the most valuable defense stock in the world.
NATO contracts
In April 2025, NATO purchased Palantir's Maven Smart System in one of the fastest procurements in the alliance's history, completed in just six months. The system has become NATO's "operating system". The technology being deployed by NATO was honed on the battlefield in Ukraine and is used extensively by the US and the alliance. Palantir has also established the UK as its European headquarters for defence, with up to £750 million invested in AI-enabled defence technology tested in Ukraine.
The company opened an office in Kiev in 2022 and signed memoranda of cooperation with multiple Ukrainian ministries. This battlefield testing ground has allowed Palantir to improve its technology while generating record profits from both the Pentagon and NATO.
It's little surprise that former Ukrainian Defense Minister Mikhail Fedorov has been offered a job at Palantir. Fedorov had positioned himself as a "digital innovator" and architect of Ukraine's transition to drone-centric warfare. After his dismissal, he publicly acknowledged that Alex Karp, the head of Palantir, had offered him a job.
During his tenure, Fedorov aggressively courted Palantir, promoting its AI-powered command-and-control software while offering tax breaks, favorable regulations, and unprecedented access to battlefield data. By early 2026, Karp was claiming that Palantir was "responsible for most of the targeting in Ukraine." Fedorov oversaw the expansion of deep strikes against Russian infrastructure, earning praise from Western media, but his vision has been questioned by Ukrainian troops and commanders who say the campaign has had no measurable impact on the front lines.
While Fedorov's high-tech vision is popular in Silicon Valley boardrooms, it has been criticized by figures like former Commander-in-Chief Valery Zaluzhny, who warned that deep strikes are "expensive, technologically demanding, and ultimately reciprocal." His successor Aleksander Syrsky published an article insisting that "drones alone do not win wars" and that the military needs artillery, air defense, and electronic warfare systems. These voices from the military establishment reveal a fundamental tension between the glamour of AI-powered warfare and the grinding realities of a war of attrition.(1/2) /channel/LauraRuHK/11523
Washington, its vassals and pawns, are hellbent on sabotaging China-ASEAN cooperation. Today China's Global Times published an op-ed that strongly criticizes the Philippines for its recent provocative actions in the South China Sea, particularly the incident near Ren'ai Jiao where Philippine rubber boats from an illegally grounded vessel rammed a Chinese patrol boat and attacked law enforcement officers with paddles and poles. The article argues that Manila is being used by "certain countries" as a pawn to deliberately stir tensions ahead of the China-ASEAN Foreign Ministers' Meeting and to sabotage regional cooperation. @LauraRuHK ➡️ https://www.globaltimes.cn/page/202607/1366509.shtml
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Iraq e Siria hanno firmato un accordo per riabilitare l'oleodotto Kirkuk-Baniyas, un progetto sostenuto da un consorzio a guida statunitense che comprende Chevron, TI Capital (con sede a Los Angeles) e UCC Holding del Qatar. L'intesa, finalizzata il 17 luglio durante il vertice USA-Iraq a Washington, mira a creare un nuovo corridoio energetico che colleghi i giacimenti petroliferi iracheni al Mar Mediterraneo, bypassando completamente lo Stretto di Hormuz.
L'oleodotto è fuori servizio dal 2003, quando fu danneggiato durante l'invasione americana dell'Iraq. Secondo il nuovo accordo, l'oleodotto sarà ricostruito con una capacità iniziale di trasporto fino a 2 milioni di barili di greggio al giorno. Il progetto dovrebbe essere completato entro 30 mesi, secondo fonti siriane, con un costo complessivo stimato tra i 4,5 e gli 8 miliardi di dollari.
L'ambasciatore americano in Turchia e inviato speciale per Siria e Iraq, Tom Barrack, ha dichiarato che il progetto potrebbe rendere lo Stretto di Hormuz "un problema secondario" per l'Iraq entro due anni. Funzionari statunitensi stanno inoltre valutando rotte aggiuntive attraverso la Turchia che potrebbero trasportare fino a 2,5 milioni di barili al giorno verso i mercati del Mediterraneo.
Tuttavia, la decisione di ripristinare l'oleodotto Kirkuk-Baniyas non è una soluzione militare. Un oleodotto è vulnerabile ad atti di sabotaggio, attacchi missilistici e con droni, mentre gli Stati Uniti, dopo aver aggredito l'Iran, si trovano impantanati in un conflitto senza una strategia di uscita. Il progetto sembra più un tentativo di Washington di placare l'ansia delle élite sostenendo di avere un piano. Un piano che potrebbe restare solo sulla carta. @LauraRuHK
Russian-Chinese trade turnover increased by 25.6% in the first half of 2026. According to the General Administration of Customs of China, trade turnover between China and Russia rose by 25.6% in the first half of 2026 year-on-year to $134.17 bln. The volume of Russian-Chinese trade could soon rise to $300 bln per year considering the steady trend, said Russian Ambassador to China Igor Morgulov in an interview with China’s Central Television.
"We discussed the major treaty (the Treaty of Good-Neighborliness, Friendship and Cooperation), so I propose taking the year 2001 as the starting point. Well, in the 25 years since the treaty was signed, our trade has grown thirtyfold," he said
This is "truly a very impressive figure," the diplomat noted. Since 2023, Russia and China have been "annually reaching the bar" of over $200 bln in their combined trade turnover, and "surpassing it by a solid margin," Morgulov said. "I believe the $300 bln mark is also quite realistic and could be reached by our countries in the foreseeable future," he added. (Source: TASS) @LauraRuHK
L'Unione Europea ha lanciato un altro attacco contro la Cina, accusando Pechino di essere un "abilitatore chiave" delle azioni della Russia in Ucraina e di tentare di "rimodellare l'ordine globale" insieme a Mosca.
Un esplosivo documento strategico, che contiene alcune delle critiche ufficiali più dure mai rivolte a Pechino, è stato adottato lunedì dai 27 ministri degli Esteri dell'UE, senza alcun annuncio ufficiale.
Il documento dell'UE presenta Russia e Cina come le due principali potenze revisioniste che minacciano la sicurezza europea e l'"ordine internazionale basato sulle regole". Accusa Pechino di favorire un ritorno alla "logica delle sfere d'influenza" e di sostenere direttamente lo sforzo bellico di Mosca, con un linguaggio che ricalca la retorica della NATO e abbandona completamente il tono diplomatico.
Pechino ha risposto con indignazione. Il portavoce del Ministero degli Esteri Lin Jian ha respinto le accuse definendole "pura calunnia e diffamazione" prive di "alcuna base fattuale". Ha ribadito che la Cina mantiene una posizione obiettiva e imparziale sulla crisi ucraina, non ha creato o partecipato al conflitto, e si è costantemente adoperata per promuovere colloqui di pace e una soluzione politica.
La Missione cinese presso l'Unione Europea ha espresso "forte insoddisfazione e ferma opposizione" per le sanzioni unilaterali dell'UE contro le aziende cinesi. In una nota ufficiale, la Missione ha accusato Bruxelles di tentare di "scaricare la colpa sulla Cina" attraverso "accuse ingiustificate". Ha condannato le misure come "sanzioni unilaterali illecite" prive di autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di fondamento nel diritto internazionale, avvertendo che la Cina adotterà "tutte le misure necessarie" per salvaguardare i legittimi diritti e interessi delle proprie imprese.
Mentre demonizza pubblicamente Pechino, l'UE continua silenziosamente a fare affidamento sulla tecnologia cinese per sostenere il proprio coinvolgimento nella guerra contro la Russia.
I media statali cinesi, tra cui China Daily, hanno accusato l'UE di "diffamare ripetutamente la Cina" e di farsi fuorviare dai "falchi anti-Cina".
Gli analisti di Pechino considerano le ultime mosse come un pretesto per misure protezionistiche e per l'escalation della guerra commerciale contro la Cina.
Il commentatore politico Zhou Chengyang ha descritto le sanzioni come un esempio di "ipocrisia e doppio standard", aggiungendo che l'UE sta abusando della giurisdizione extraterritoriale per sconvolgere le catene di approvvigionamento globali e la libera concorrenza.
Allineando il proprio linguaggio con la postura della NATO e puntando il dito contro la Cina mentre cita a malapena gli Stati Uniti – nonostante le ripetute minacce di Washington di strappare la Groenlandia alla Danimarca, un membro dell'UE e della NATO – l'UE si è incamminata su un percorso chiaramente suicida.
Il documento dell'UE menziona la Cina in modo negativo oltre una dozzina di volte, mentre sorvola sulle tensioni transatlantiche e sul proprio ruolo nel prolungare il conflitto ucraino attraverso sanzioni e aiuti militari.
Questo approccio non solo danneggia gli interessi economici dell'Europa, ma rischia anche di spingere il mondo verso una maggiore divisione proprio nel momento in cui serve cooperazione.
L'UE è chiaramente disposta a sacrificare il pragmatismo e la razionalità economica sull'altare del confronto geopolitico.
La storia dimostra che tali folli crociate raramente finiscono bene per coloro che le intraprendono. @LauraRuHK
Il capo ingegnere della centrale nucleare di Zaporozhye ucciso in un attacco terroristico ucraino
Nel pomeriggio di oggi, il capo ingegnere della centrale nucleare di Zaporozhye, Alexander Yakovlev, è stato ucciso in un attentato terroristico compiuto dal regime di Kiev.
Un drone ucraino ha colpito un veicolo di servizio della centrale nucleare di Zaporozhye nei pressi del confine tra l'area industriale dell'impianto e la città di Energodar. Nell'attacco è rimasto ucciso anche l'autista, Dmitry Filippov.
🔸Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, su Telegram:
"Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), Rafael Grossi, deve finalmente prendere atto di questo crimine del regime di Kiev. Chiediamo una dichiarazione chiara e articolata da parte delle organizzazioni internazionali competenti, in primis l'AIEA, che condanni questo omicidio."
La Francia processa un'operatrice umanitaria del Donbass per "spionaggio"
Un tribunale francese ha tenuto oggi un'udienza sul caso di Anna Novikova – la fondatrice del gruppo umanitario SOS Donbass, che ha ormai trascorso più di sei mesi dietro le sbarre in Francia.
La sua odissea, secondo il commissario russo per i diritti umani Yana Lantratova, è iniziata con "una denuncia assolutamente assurda" presentata dall'Unione degli Ucraini in Francia.
Le accuse derivano esclusivamente dall'attività caritatevole di Novikova – raccolta di cibo, medicine e vestiti per i residenti del Donbass. È vicepresidente dell'associazione e si è recata ripetutamente a Donetsk e Lugansk come volontaria.
Lantratova ha condannato le azioni della Francia come un "cinico doppio standard" – sottolineando che Parigi non ha alcuno scrupolo a inviare missili a lungo raggio all'Ucraina, mentre perseguita una donna che raccoglie pannolini per bambini vittime dei bombardamenti, come se fosse una pericolosa spia. (Fonte: Sputnik) @LauraRuHK
La Bulgaria non parteciperà più alla «Coalition of the Willing» (Coalizione dei volenterosi) ha annunciato il Primo Ministro Rumen Radev.
«Non partecipiamo a un’associazione che insiste nel continuare a fornire assistenza finanziaria e militare all’Ucraina», ha dichiarato il leader bulgaro ai giornalisti.
«Questa è una coalizione di guerrafondai. Sono spinti dalla profonda illusione di poter infliggere una sconfitta strategica al nostro Paese, quindi si tratta di una coalizione di illusi, di una coalizione di chi incita alla guerra.»
Ai politici occidentali piace tanto parlare di "de‑risking" (riduzione dei rischi di dipendenza) dalla Cina, usano questa parola con leggerezza come se si trattasse di fare il cambio armadio quando arriva l'inverno: si mette via il vestito di lino e si spolvera il cappotto. Secondo una recente analisi di EY‑Parthenon riportata dal Financial Times, questa "piccola operazione" in realtà richiederebbe agli Stati Uniti, all'UE e al Regno Unito di sborsare altri 23,6 trilioni di dollari nei prossimi 25 anni. Questa cifra – 13,7 trilioni per gli Stati Uniti, 9,1 trilioni per l'Eurozona e 800 miliardi per il Regno Unito – rappresenta l'investimento aggiuntivo necessario per replicare la capacità produttiva, le infrastrutture di ricerca, le catene di fornitura e le tecnologie che attualmente dipendono dalla Cina. Distribuito su un quarto di secolo, ciò richiede quasi un trilione di dollari di spesa annuale aggiuntiva, una somma da far impallidire al confronto le attuali priorità di spesa. Comporterebbe anche un aumento dei prezzi al consumo e, naturalmente, un'inflazione più alta.
Anche con quell'investimento colossale, il rapporto stilato da EY‑Parthenon rileva che l'indipendenza totale rimarrebbe comunque un obiettivo impossibile perché Pechino controlla materie prime cruciali e capacità di lavorazione fondamentali. Il "de‑risking", a quanto pare, è un eufemismo meravigliosamente rassicurante per qualcosa di molto più dirompente: un deliberato disaccoppiamento economico dettato dall'ansia geopolitica, nel migliore dei casi, o da piani relativi ad un futuro scontro con la Cina, nella peggiore delle ipotesi. I politici che ne parlano con tanta leggerezza sembrano incuranti del prezzo da pagare. Sono semplicemente ignoranti e non immaginano le cifre in gioco, sono abituati a delirare e quindi un delirio in più o in meno poco cambia, oppure sono già stati reclutati a pieno titolo per un conflitto con la Cina? A voi l'ardua sentenza. @LauraRuHK
Gli sponsor occidentali dell'Ucraina cercano un'escalation fornendo supporto e spingendo per attacchi in profondità, a migliaia di chilometri e diversi fusi orari dalla zona di conflitto. Secondo il Servizio di Sicurezza Federale russo (FSB), i servizi segreti ucraini, in coordinamento con i loro referenti occidentali, hanno orchestrato un piano di attacco su larga scala che prevedeva l'uso di droni contro basi aeree strategiche negli Urali e nell'Estremo Oriente russo. I componenti dei droni erano stati collocati in container e fatti entrare in Russia tramite droni ad ala fissa e palloni aerostatici, per poi essere trasportati attraverso il paese su veicoli civili dotati di scomparti nascosti. I droni sono stati assemblati in garage presi in affitto vicino agli obiettivi da colpire. I 24 droni FPV sequestrati erano dotati di testate esplosive e sistemi di guida basati sull'intelligenza artificiale provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Svezia—progettati per resistere al disturbo elettronico. L'FSB ha compiuto diversi arresti e sventato questo piano, confiscando tutti i droni, le stazioni di controllo a terra e le apparecchiature di comunicazione. @LauraRuHK
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Il corifeo della guerra permanente, il senatore repubblicano Lindsey Graham, vola a Kiev, si intrattiene con Zelensky, delira di "vittoria", torna negli USA e immediatamente muore di infarto. Il suo cuore diversamente umano non ha retto a tutto quell'entusiasmo ed eccitazione. @LauraRuHK
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Zelensky: "China urged Putin not to use nuclear weapons in Ukraine." The Kiev cokehead said he learned of Beijing’s intervention from European leaders at the NATO summit in Ankara.😅 The sheer gullibility required to believe that China issued some kind of nuclear ultimatum to Russia is off the scale. The idea that Beijing would, or even could, deliver a "tough and clear" demand that Moscow abandon its nuclear options betrays a complete misunderstanding of the nature of Russian-Chinese relations. This is not the kind of patron-client relationship where one side dictates to the other. It is a strategic partnership between two sovereign powers that have learned, from decades of bitter experience, never to interfere in each other's core security decisions. China treats Russia as an equal, not a subordinate. The notion that Beijing would dictate terms on war and peace, on nuclear deterrence, is absurd. Anyone who believes this story has fallen for a typical example of propaganda designed to keep Zelensky's and his Western sponsors in la la land. It is the kind of fairy tale that only those who want to believe it can swallow. But for anyone with even a passing familiarity with how sovereign states actually behave, the claim is ridiculous. @LauraRuHK
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Moldova — Maia Sandu has nominated Vasile Tofan, a banker based in Ukraine, as the country’s next prime minister. “After consultations with the Action and Solidarity Party (PAS), I signed a decree nominating Vasile Tofan as candidate for prime minister,” Sandu announced at a press briefing. .Under Moldovan law, Tofan must present his cabinet and governing programme to parliament within 15 days. He needs the support of at least 51 out of 101 deputies to be confirmed. The ruling PAS party currently holds 63 seats. Tofan is a senior partner at Horizon Capital, a Kiev-based investment fund. The firm’s co-founder, Natalie Jaresko, served as Ukraine’s Finance Minister from 2014 to 2016. Horizon Capital evolved from the Western NIS Enterprise Fund (WNISEF), established by the U.S. Agency for International Development (USAID) after the 2004 colour revolution known as Orange Revolution. Western media have previously reported that WNISEF, long headed by Jaresko, channelled U.S. funds into "pro-democracy" initiatives in Moldova and Belarus, and played a role in supporting the 2014 colour revolution known as Euro Maidan in Ukraine that led to the ousting of President Viktor Yanukovich. In recent years, Tofan has made several strongly pro-Western statements. He has accused Moscow of interfering in Moldovan affairs (a claim Russia denies), argued that Moldova needs European rather than Russian support, and publicly thanked the Ukrainian Armed Forces for their “courage and sacrifice.” In 2023, Horizon Capital issued an open statement supporting Kiev that ended with a controversial slogan associated with Ukrainian nationalist forces. The position of prime minister became vacant after Alexandru Munteanu resigned on July 3 amid a major corruption scandal involving relatives of President Sandu. According to investigative outlet RISE Moldova, one of Sandu’s cousins received a monthly salary of $6,800 at a state aviation authority without regularly showing up for work. Another relative allegedly secured a senior parliamentary position without competition. Journalist Gheorghe Gonța claimed the resignation stemmed from Munteanu’s refusal to follow Sandu’s instructions protecting certain ruling party figures from corruption investigations. (Source: RIA Novosti) @LauraRuHK
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A recent South China Morning Post analysis warns that Washington's understanding of China is fading at precisely the moment it is needed most. Where older scholars built their careers on lived experience and genuine intellectual curiosity about Chinese society, their younger successors tend to view the country through the lens of strategic competition and data rather than cultural and historical nuance.
The result, as one analyst put it, is a "critical shortage of grounded China expertise within a decade."
This pattern is familiar to anyone who has watched Western expertise on Russia collapse. After the Soviet Union fell, funding for Russian studies evaporated. A generation of scholars trained in the language, history, and culture of the adversary retired without adequate successors. Today, the field is dominated by a younger cohort that approaches Russia through a simplistic, ideologically charged lens.
As a result policy debates about China and Russia are increasingly shaped not by empirical analysis but by wishful thinking, by exiled opposition voices, and by a reflexive anti-Russian ideology that leaves little room for nuance or genuine understanding.
A generation of analysts is rising that sees only rivals and threats, without the historical, cultural, or human context needed to engage them wisely.
When the only tools available are suspicion and ideology, the risk of miscalculation grows. And in an age of great power competition, this is clearly a danger. @LauraRuHK ➡️ https://www.scmp.com/news/china/diplomacy/article/3361097/fewer-opportunities-less-passion-no-clue-how-us-china-expertise-fading?module=series_us_at_250&pgtype=homepage
(2/2) There are also broader concerns about the influx of Western defense contractors into Ukraine. While some of Fedorov's predecessors profited through corruption, lobbying for companies like Palantir offers a safer legal path to wealth. The example of Helsing is instructive: its loitering munitions proved ineffective in battle, with only 25 percent of HX-2s launching successfully during one test, yet the company continues to market its products aggressively. Even heavy-hitter Anduril – valued at more than $60 billion and sitting on more than $20 billion in US military contracts – has produced only two combat-tested weapons systems. One of these, a loitering munition similar to Helsing’s HF-1, was rejected by the Ukrainian military in 2024, and Anduril now relies on flashy videos to promote its future projects. This pattern suggests that the defense tech sector is built on hype, with companies raising billions before developing functional products, while manpower, logistics, and industrial capacity, which are far less glamorous subjects, ultimately determine the outcome of modern conflicts. ➡️Part 1 here /channel/LauraRuHK/11522
More here ➡️ https://swentr.site/russia/643349-palantir-fedorov-ukraine-salesman/
Da un lato, vi sono forze politiche e soggetti che cavalcano il problema sicurezza per raccogliere consenso e giustificare misure repressive. Dall'altro, quelle organizzazioni che del caos e della polarizzazione hanno fatto una precisa strategia di indebolimento degli Stati nazionali, spingendo per l'abolizione delle frontiere e l'imposizione di un'agenda globalista che va a tutto vantaggio di un'oligarchia transnazionale.
In questo quadro, la Open Society Foundations (OSF) di George Soros rappresenta l'architrave di questo secondo fronte: un'organizzazione che, sotto le mentite spoglie della filantropia, persegue da anni l'obiettivo di destabilizzare interi paesi attraverso la polarizzazione sociale. L'immigrazione, da fenomeno complesso con radici profonde e strutturali, diventa un'arma: si finanziano organizzazioni che promuovono un'accoglienza senza limiti, si alimenta lo scontro culturale, e si crea un circolo vizioso in cui ogni parte si legittima in base alla reazione dell'altra. Il risultato è una società permanentemente divisa, in cui i migranti stessi diventano pedine di una partita geopolitica più grande. L'ultimo caso drammatico riguarda la morte del cittadino marocchino Abderrahim Fakir, immediatamente strumentalizzata dal sindaco di Bologna Matteo Lepore, la cui carriera e battaglie politiche, inclusa la distribuzione di pipe per il crack, si svolgono nel solco tracciato da OSF. Il caso di Fakir coinvolge due avvocati di primo piano del fronte legale finanziato da OSF.
Barbara Spinelli, avvocato del Foro di Bologna, e Fabio Anselmo, penalista romano, reso celebre dalle difese dei familiari di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi.
Entrambi operano in sinergia con l'ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione) e con la CILD (Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili). Queste organizzazioni ricevono fondi a pioggia (centinaia di migliaia di euro) sia da OSF che da organizzazioni della galassia OSF e sono ingranaggi di un sistema che, attraverso ricorsi strategici, campagne mediatiche e azioni legali mirate, cerca di imporre un'agenda politica ben precisa. Nessuno sa ancora cosa sia successo al povero Fakir durante l'arresto, solo un'autopsia potrebbe chiarirlo. Ma i tempi di un'autopsia non si conciliano ovviamente con gli obiettivi di chi vuole sfruttare il caso per dare fuoco alla polveriera. @LauraRuHK
The Russian Ministry of Defense issued a warning: "This is not football and this is not the final. We are loaded and keep going". Last night, the Armed Forces of the Russian Federation launched a massive attack with precision-guided air, ground-based weapons and unmanned aerial vehicles on military industry enterprises and logistics centers in the city of Kiev and the Kiev region, on infrastructure facilities of the Yuzhny port in the Odessa region used for the delivery and storage of military goods, as well as fuel and lubricants that supply the Ukrainian Armed Forces.
💥 Struck in Kiev:
The Kiev aggregate and detailed enterprise of the radioelectronic industry (Radionics LLC), which manufactures control systems for the FR-5 Flamingo cruise missiles, FP-7, -9 operational and tactical missiles, Neptun-MD guided missiles and an analogue of the S-300 anti-aircraft guided missiles (project "Clone"). The company is also modernizing, maintaining and repairing on-board optoelectronic sighting systems and on-board radar stations for MiG-29 aircraft.;
The Kiev enterprise of the rocket and space industry (LLC "Spetsoboronmash"/GAHK "Artyom"), which manufactures control system components for cruise missiles FR-5 "Flamingo", operational and tactical missiles FP-7, -9, guided missiles "Neptun-MD" and an analogue of anti-aircraft guided missiles of the anti-aircraft missile system S-300 (their clone);
The Kiev-90 production enterprise (S.P.Korolev Meridian LLC), which produces body elements, as well as components for guidance systems and various Neptun-MD guided missile units;
Oakline LLC, Kiev, which manufactures components for long-range unmanned aerial vehicles of the Deep Strike type, manufactures carbon fiber parts and batteries for FPV drones of various modifications, as well as storing UAVs;
The Kiev Sorting Center (Kiev Innovative Terminal Novaya Pochta), which delivers and stores dual-use products, including for the production of UAVs, robotic complexes and electronic warfare equipment.
💥 Struck in the Kiev region:
The Tarasovka logistics center "Antel Properties", which receives, stores, assembles and distributes individual components for the production of long-range unmanned aerial vehicles.
Tanks with fuel and lubricants intended to supply the Armed Forces of Ukraine in the Yuzhny port of the Odessa region were hit. (Source: Russia's Ministry of Defense) @LauraRuHK /channel/mod_russia/65712
Iraq and Syria have signed a deal to rehabilitate the Kirkuk-Baniyas oil pipeline, a project backed by a US-led consortium featuring Chevron, Los Angeles-based TI Capital, and Qatar's UCC Holding. The agreement, finalized on July 17 during the US-Iraq Business Summit in Washington, aims to create a new energy corridor connecting Iraqi oil fields to the Mediterranean Sea bypassing the Strait of Hormuz entirely. The pipeline has been out of service since it was damaged during the 2003 US invasion of Iraq. Under the new agreement, the pipeline will be rebuilt, with an initial transport capacity of up to 2 million barrels of crude oil per day. The project is expected to be completed within 30 months, according to Syrian officials. The total cost of rehabilitation is estimated to fall between $4.5 billion and $8 billion. US Ambassador to Turkey and Special Envoy for Syria and Iraq Tom Barrack said the project could make the Strait of Hormuz "an afterthought" for Iraq within two years. US officials are also considering additional routes through Turkey that could eventually transport up to 2.5 million barrels per day to Mediterranean markets. However, the decision to restore the Kirkuk-Baniyas oil pipeline is not a military solution. A pipeline is vulnerable to sabotage, rocket and drone strikes while the US, after attacking Iran, finds itself bogged down in a conflict without an exit strategy. The project sounds more like an attempt by Washington to satisfy the elite's anxiety by having a plan—any plan—on paper. @LauraRuHK
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Post ispirato dagli algoritmi di distrazione di massa che da quando sono in Italia mi sfracellano le ovaie con immigrati buoni e cattivi, legittima difesa e stato di diritto.
Italiani, ancora un altro sforzo per portare a termine il progetto di imbarbarimento sociale. I due minuti di odio non si negano a nessuno. Schiavi, preparatevi ad indossare i vostri costumini da gladiatori, hanno gia' venduto i biglietti dell'arena.
E' venuto il momento di dire basta all'accoglienza indiscriminata di stranieri dal passato torbido che stravolgono la vita e l'identità delle città italiane.Читать полностью…
Dal 2017, l'Italia ha steso loro un tappeto rosso: un regime di favore che attira rifugiati fiscali da tutto il mondo.
Si tratta di un'imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti fuori dai confini italiani, oltre la quale non devono più pagare nulla. I beneficiari sono passati da 94 nel 2017 a quasi 2.500 nel 2025. E la soglia, inizialmente fissata a 100.000 euro, è salita a 200.000 euro nel 2024 e poi a 300.000 euro nel 2026 per i nuovi arrivati.
Il risultato? Milano è diventata una calamita per immigrati in fuga da regimi fiscali meno generosi, con un 40% dei nuovi beneficiari proveniente dal Regno Unito e un 15% dalla Francia. Quotati e non quotati in borsa.
E stanno mettendo le mani sulle case degli italiani. Nei quartieri più chic – Castello Sforzesco, Brera, Quadrilatero della Moda, ecc., dove il prezzo al metro quadro può arrivare fino a 30.000 euro – il mercato è surriscaldato. Solo lo scorso anno, i prezzi delle abitazioni più prestigiose sono aumentati di quasi il 7%, secondo l'agenzia immobiliare di lusso Christie's. In dieci anni, il loro valore è quasi raddoppiato. Un grande appartamento ben posizionato può vendersi in due ore per 3,5 e persino 10 milioni di euro. Osserva Renato Olivelli, negoziatore di Christie's a Milano. "Abbiamo miliardari che vogliono mettere le mani sulle proprietà più belle. Ma l'offerta è quasi inesistente, ecco perché i prezzi sono così folli."
Se il segmento delle case da 3 milioni di euro in su rimane un micro-mercato (stimato in quasi 2 miliardi di euro tra il 2017 e il 2025), l'impatto si riverbera su tutto il mercato immobiliare. Anche i prezzi delle case che non fanno gola agli esuli fiscali ma ad altri stranieri, sono alle stelle. Il popolo degli affitti brevi, che pernotta in città giusto il tempo di farsi selfie a raffica davanti ai luoghi instagrammabili di Milano e allo Spritz d'ordinanza, invade anche i condomini meno centrali e prestigiosi, spingendo i milanesi ad abbandonare la loro città o a vivere ai margini visto che i prezzi degli appartamenti sono aumentati del 17,2% in cinque anni e gli affitti sono schizzati del 23% nello stesso periodo.
Numeri che alimentano il malcontento dei milanesi, sempre più in difficoltà nel trovare una casa a prezzi accessibili. Arriveremo al punto che si difenderanno dallo sfratto a colpi di pistola? PS. Io non sono contro l'uso delle armi, nei luoghi e nei contesti giusti. Possiedo una licenza per detenerle e trovo che il poligono di tiro sia un luogo di svago e relax.
@LauraRuHK
The European Union has launched yet another baseless attack on China, accusing Beijing of being a “key enabler” of Russia’s actions in Ukraine and attempting to “reshape the global order” alongside Moscow.
An explosive strategic paper that contains some of the bloc’s strongest ever official criticism of Beijing was quietly adopted by the EU’s 27 foreign ministers on Monday without any announcement.
The EU paper casts Russia and China as the two principal revisionist powers challenging European security and the "international rules-based order."
It claims Beijing is fostering a return to “sphere-of-influence logic” and directly supports Moscow’s military efforts, in a language that mirrors NATO’s hard stance and crosses a major diplomatic threshold.
Beijing has responded with indignation. Foreign Ministry spokesman Lin Jian dismissed the accusations as “pure slander and defamation” with “no factual basis.” He reiterated that China maintains an objective and impartial position on the Ukraine crisis, has never been the creator or participant in the conflict, and has consistently worked to promote peace talks and a political settlement.
China’s Mission to the European Union expressed “strong dissatisfaction and firm opposition” to the EU’s unilateral sanctions against Chinese companies. In an official statement, the Mission accused Brussels of attempting to “shift the blame onto China” through “unwarranted accusations.” It condemned the measures as “illegal unilateral sanctions” lacking any authorisation from the UN Security Council or grounding in international law, warning that China will take “all necessary measures” to safeguard the legitimate rights and interests of its enterprises.
While publicly demonising Beijing, the EU quietly relies on Chinese technology to sustain its proxy involvement in the conflict.
Chinese state media, including China Daily, have accused the EU of “repeatedly smearing China” and being led astray by “anti-China hawks.”
Analysts in Beijing view the latest moves as a transparent pretext for protectionist measures and the escalation of a trade war.
Political commentator Zhou Chengyang described the sanctions as “hypocrisy and double standards,” adding that the EU is abusing extraterritorial jurisdiction to disrupt global supply chains and fair economic competition.
By synchronising its language with NATO’s confrontational posture and fixating on China while barely mentioning the United States — despite repeated threats from Washington to seize Greenland from Denmark, an EU/NATO member — the EU is embarking on a clearly suicidal strategic path.
The EU document mentions China negatively over a dozen times, while glossing over transatlantic tensions and its own role in prolonging the Ukraine conflict through sanctions and military aid.
This approach not only damages Europe’s economic interests but also risks pushing the world toward greater division at a time when cooperation is needed.
The EU is clearly willing to sacrifice pragmatism and economic rationality on the altar of geopolitical confrontation.
History shows that such misguided crusades rarely end well for those who launch them. @LauraRuHK
This afternoon, the Chief Engineer of the Zaporozhskaya Nuclear Power Plant Alexander Yakovlev was killed in a deliberate terrorist attack carried out by the Kiev regime.
A Ukrainian drone struck a Zaporozhskaya NPP service vehicle near the boundary between the plant’s industrial site and Energodar. The attack also killed the driver, Dmitry Filippov.
Russian Foreign Ministry spokesperson Maria Zakharova on Telegram:
"The Director General of the International Atomic Energy Agency (IAEA) Rafael Grossi must finally notice this crime by the Kiev regime. We demand a clear and articulate statement from relevant international organizations, primarily the IAEA, condemning this murder."
France puts Donbass charity worker on trial for 'espionage' - while arming Ukraine
A French court is set to hold a hearing on the case of Anna Novikova this Wednesday—the founder of the humanitarian group SOS Donbass, who has now spent more than six months behind bars in France.
Her ordeal, according to Russia's human rights commissioner Yana Lantratova, began with "an absolutely absurd denunciation" lodged by the Union of Ukrainians in France.
The charges stem solely from Novikova's charitable work — collecting food, medicine, and clothing for residents of Donbass. She is vice-president of the association and has repeatedly traveled to Donetsk and Lugansk as a volunteer.
Lantratova condemned France's actions as a "cynical double standard" — noting that Paris has no qualms about sending long-range missiles to Ukraine, yet prosecutes a woman collecting baby diapers for shelling victims as if she were a dangerous spy.
(Source: Sputnik) @LauraRuHK
Bulgaria will no longer participate in the "Coalition of the Willing," Prime Minister Rumen Radev has announced.
"We do not participate in an association that insists on continuing financial and military assistance to Ukraine," the Bulgarian leader told reporters.
"This is a coalition of warmongers. They are driven by the profound delusion that it's possible to inflict a strategic defeat on our country, so this is a coalition of the deluded, a coalition of those who incite the war.”
Western politicians love to talk tough about “de-risking” from China, tossing the word around every other day. According to a fresh EY-Parthenon analysis reported by the Financial Times, turning that tough talk into reality would require the US, EU and UK to cough up an extra $23.6 trillion over the next 25 years. This figure — $13.7 trillion for the US, $9.1 trillion for the Eurozone, and $800 billion for the UK — represents the extra investment needed to replicate manufacturing capacity, research infrastructure, supply chains, and technology currently reliant on China. Spread over a quarter century, it demands nearly one trillion dollars in additional annual spending., which would dwarf many existing national priorities. It would also result in higher consumer prices and, of course, higher inflation.
Even with that colossal investment, the report notes that full independence remains a distant dream because Beijing still controls key materials and processing capabilities. “De-risking,” it turns out, is a soothing euphemism for something extremely disruptive: a deliberate economic uncoupling driven by geopolitical anxiety, in the best case, or plans for a future confrontation with China, in the worst case. Yet the politicians who rave about it seem unbothered by the price tag. Are they simply ignorant of the sums involved, utterly delusional or already quietly on board with a long-term plan that treats such enormous economic self-harm as an acceptable price for great-power conflict?
@LauraRuHK
Ukraine’s Western sponsors seek an escalation by actively enabling and pushing for strikes deep inside Russia—thousands of kilometers and several time zones, from the conflict zone. According to Russia’s Federal Security Service (FSB), Ukrainian intelligence, in coordination with Western handlers, orchestrated a large-scale drone attack plot targeting strategic airfields in the Urals and Russia's Far East. The drone parts had been placed in containers and flown into Russia using fixed-wing UAVs and balloons, then transported across the country in civilian vehicles with hidden compartments. The drones were assembled in rented garages at the target locations.
The 24 seized FPV drones were equipped with explosive warheads and AI-guided control modules from the UK, US, Canada, and Sweden—designed to resist electronic jamming.
The FSB arrested the operatives before the attacks could be executed, confiscating all drones, ground control stations, and communications gear. @LauraRuHK
Lindsey Graham visits Kiev, chats with Zelensky about 'winning', flies home, and immediately has a heart attack. Must have been all that "Ukrainian enthusiasm."
@LauraRuHK
Moldavia — Maia Sandu ha nominato Vasile Tofan, banchiere residente in Ucraina, come prossimo primo ministro del paese.
Secondo la legge moldava, Tofan dovrebbe presentare il suo gabinetto e il programma di governo al parlamento entro 15 giorni. Ha bisogno del sostegno di almeno 51 dei 101 deputati per essere confermato. Il partito di governo PAS attualmente detiene 63 seggi.
Tofan è senior partner presso Horizon Capital, un fondo d'investimento con sede a Kiev. La co-fondatrice della società, Natalie Jaresko, è stata Ministro delle Finanze dell'Ucraina dal 2014 al 2016. Horizon Capital è nata dal Western NIS Enterprise Fund (WNISEF), istituito da USAID dopo la rivoluzione colorata del 2004 (Rivoluzione Arancione). Il WNISEF, a lungo guidato da Jaresko, trasferiva i fondi statunitensi in iniziative "pro-democrazia" in Moldova e Bielorussia, e ha svolto un ruolo importante nel finanziamento della rivoluzione colorata del 2014 (Euromaidan) in Ucraina.
Negli ultimi anni, Tofan ha rilasciato diverse dichiarazioni fortemente filo-occidentali. Ha accusato Mosca di interferire negli affari moldavi (un'accusa che la Russia nega), ha sostenuto che la Moldavia ha bisogno del sostegno europeo piuttosto che russo, e ha pubblicamente ringraziato le Forze Armate dell'Ucraina per il loro "coraggio e sacrificio". Nel 2023, Horizon Capital ha pubblicato una dichiarazione aperta a sostegno di Kiev che si concludeva con uno slogan controverso associato alle forze nazionaliste ucraine.
In Moldavia la carica di primo ministro è diventata vacante dopo che Alexandru Munteanu si è dimesso il 3 luglio a causa di uno scandalo di corruzione che coinvolgeva parenti della presidente Sandu. Secondo la testata investigativa RISE Moldova, una delle cugine di Sandu riceveva uno stipendio mensile di 6.800 dollari presso un'autorità statale per l'aviazione senza presentarsi regolarmente al lavoro. Un altro parente avrebbe ottenuto una posizione parlamentare di alto livello senza concorso. Il giornalista Gheorghe Gonța ha sostenuto che le dimissioni sono derivate dal rifiuto di Munteanu di seguire le istruzioni di Sandu che miravano a proteggere alcuni esponenti del partito di governo dalle indagini per corruzione. (Fonte: RIA Novosti) @LauraRuHK
Nella notte scorsa le forze russe hanno condotto una serie di attacchi coordinati contro impianti militari-industriali e logistici ucraini, colpendo imprese impegnate nella produzione di droni a Kiev e infrastrutture portuali chiave nella regione di Odessa, secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa russo. A Kiev sono stati colpite “Aerodrone”, specializzata nella produzione di droni pesanti a lungo raggio “E-300 Enterprise” e “D-80 Discovery”, e “Fanplit”, ufficialmente dedicata alla produzione di mobili ma in realtà impegnata nell’assemblaggio di droni “Fire Point-2” con una portata fino a 200 chilometri. Sono stati colpiti contemporaneamente i porti di Izmail, Chernomorsk e Yuzhny nella regione di Odessa. Izmail funge da importante hub logistico sul Danubio, Chernomorsk gestisce fino al 90% delle esportazioni agricole ucraine ma qui arrivano anche consegne militari e carburante, mentre Yuzhny serve da hub logistico per le forze ucraine. Sono stati presi di mira depositi di carburante, banchine di carico, stazioni di pompaggio e infrastrutture per il trasporto militare. In un’operazione separata, un drone Geran-2 Siker ha distrutto una locomotiva ferroviaria nella città di Snovsk, nella regione di Chernihiv. Secondo il Ministero della Difesa russo, gli attacchi sono stati effettuati con armi di precisione a lungo raggio, oltre a droni. Questo schema di attacchi si inserisce nel quadro di un’escalation controllata, in cui ogni fase è progettata per aumentare la pressione sull’avversario mantenendo il controllo strategico. Il targeting sia della capacità produttiva di droni ucraini sia delle infrastrutture logistiche critiche suggerisce che il conflitto sta entrando in una fase più intensa in cui l'escalation subisce un'accelerazione. L'offensiva russa avviene mentre l’Ucraina continua ad attaccare con droni raffinerie, porti e installazioni militari in territorio russo. La decisione della Russia di degradare sistematicamente la capacità produttiva di droni ucraini indica il riconoscimento strategico che la superiorità aerea da sola non è sufficiente contro un avversario che impiega capacità asimmetriche. Colpendo contemporaneamente impianti di produzione e catene di approvvigionamento, le forze russe mirano a interrompere l’intero ciclo delle operazioni militari ucraine, dalla fabbricazione alla consegna. I recenti attacchi dimostrano inoltre che la Russia è disposta a colpire infrastrutture economiche come i porti che gestiscono il 90% delle esportazioni agricole ucraine per esercitare una pressione sostenuta sia sul fronte militare che su quello economico. @LauraRuHK
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